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Soss Dunes

 è uno dei pochissimi progetti LIFE natura 2000 finanziati in Italia direttamente dalla Commissione Europea, a difesa del delicato ecosistema dunale di Porto Pino (Sant’Anna Arresi)

Il progetto

Il progetto, cofinanziato dal programma comunitario LIFE+, si pone come obiettivo la conservazione e il recupero degli ecosistemi terrestri che costituiscono la spiaggia sommersa e quella emersa, in particolare gli habitat prioritari 2250* “Dune costiere con Juniperus spp.”, 2270* “Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster” della DIR. 92/43/CEE, ricompresi nel SIC ITB040025 “Promontorio, dune e zona umida di Porto Pino”.

SOSS DUNES vede come beneficiario Coordinatore il Comune di Sant’Anna Arresi e come Beneficiario Associato il Dipartimento di scienze chimiche e geologiche dell’Università di Cagliari, (Coastal and marine geomorphology group).

Il convegno

convegno soss2E’ stato presentato sabato 20 dicembre 2014 a Sant’Anna Arresi il progetto triennale (2014-2017) LIFE “Soss Dunes”, acronimo di Safeguard and management Of South-western Sardinian DUNES. L’aula consiliare del Comune di Sant’Anna Arresi ha ospitato, oltre ai responsabili tecnici del progetto, anche i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. Presenti al convegno i sindaci dei comuni limitrofi di Masainas e Teulada, entrambi entusiasti di partecipare ad un progetto molto importante e ricco di possibili sviluppi. Sono intervenuti al dibattito la Dott.ssa Donatella Spano Assessore Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, il Dott. Cristiano Erriu, Assessore Enti Locali della Regione Autonoma della Sardegna. Il convegno è stato moderato dal giornalista, appassionato di ambiente, Ottavio Olita.

Il sindaco di Sant’Anna Arresi Paolo Dessì ha parlato di “grande soddisfazione per un lavoro di qualità”. “E’ importante, non solo per la spiaggia di Porto Pino e le famose dune, ma per l’intera area Sic. E’ una occasione da non perdere per uno sviluppo dell’intero territorio del sud ovest della Sardegna”.

L’assessore regionale Erriu conferma la visione del sindaco Paolo Dessì, ossia “la grande opportunità per il Sulcis di fare rete per creare uno sviluppo sostenibile”, che sottolinea “è diverso dalla crescita in termini quantitativi”. Usando una metafora efficace per spiegare il concetto di sostenibilità ci parla dell’avventura del Carignano. “Trent’anni fa il vitigno Carignano era poco apprezzato, veniva coltivato in grandi quantità senza tenere conto delle qualità intrinseche, usato solo come massa per tagliare altri vini. Dopo l’intuizione dell’enologo Giacomo Tachis il vitigno Carignano è stato rivalutato, ridotto nelle quantità e valorizzato nelle sue qualità specifiche. Tutto questo ha creato sviluppo alla zona di Santadi e in generale in tutto il Sulcis”. Ottavio Olita scherza sul fatto che Sant’Anna Arresi riusce a vincere perlomeno sullo slogan migliore “Città della musica e del vino”.

L’assessore all’ambiente Donatella Spano ha fatto i complimenti a tutti, “il bando non era per niente facile, essendo esperta di progettazione europea mi rendo conto di tutte le difficoltà di portare a compimento un lavoro del genere. Faccio i complimenti anche ai sindaci degli altri comuni limitrofi per averci creduto, non è facile creare sinergia tre le istituzioni locali. Noi, per quanto ci riguarda, vogliamo fare la nostra parte appoggiando il progetto, non solo nello specifico della materia in esame, ma cercando di collegare questo ad altri bandi interessanti per la difesa dell’ambiente. Tutta l’area Sic è di enorme importanza per la ricerca scientifica ma soprattutto per un turismo attento alla difesa dell’ambiente, un turismo sostenibile appunto. Rinunciando alla quantità per qualità del turismo, consumare meno territorio e più cultura e prodotti locali”.

Naturalmente non poteva che essere d’accordo la parte scientifica del progetto, rappresentata dal professor Demuro, capo del Dipartimento di scienze chimiche e geologiche dell’Università di Cagliari, che ha presentato una ricerca su altri progetti svolti dall’università in altre spiagge della Sardegna, vicine e simili a quelle di Porto Pino. “Il nostro lavoro consiste nel fornire il quadro più ampio possibile della situazione, il maggior numero di dati in modo da facilitare le decisioni che gli enti locali dovranno prendere in sede politica e amministrativa”. Taglia corto il prof Demuro, “quando una spiaggia scompare, non si ricrea più. Muore per sempre un intero ecosistema. Le spiagge sono parte integrante di tutto il territorio retrostante che deve essere salvaguardato in modo omogeneo. Le alghe, che tanto disturbano la stagione turistica, sono invece segno di salute della spiaggia e del mare. Il mare rilascia la poseidonia in autunno, come gli alberi le foglie, e le mareggiate portano le alghe morte sulla spiaggia con nuova sabbia. Perciò sono utilissime anche quelle alla sopravvivenza dell’arenile. Le buone pratiche solo la chiave di volta per la salvaguardia delle nostre spiagge, che sono ancora molto ben conservate rispetto a tutto il Mediterraneo, e forse al mondo. Per salvare questa ricchezza abbiamo bisogno di seguire alcune regole fondamentali: per pulire le spiagge non usare le ruspe, si deve fare pulizia a mano; non calpestare le dune; non portare via sabbia e conchiglie; non creare canali artificiali inutili, ecc. Questo progetto, si spera, potrebbe diventare solo il primo di tanti altri. L’obiettivo è quello di creare un centro di ricerca scientifica di livello internazionale per la difesa delle spiagge”.

Il responsabile del progetto del Comune di Sant’Anna Arresi, l’Ing. Emanuele Figus, ha illustrato tutte le fasi amministrative e scientifiche che determineranno gli step principali dei prossimi tre anni di progetto. Mettendo in risalto il lavoro di squadra tra professionisti. “Importantissima la parte amministrativa e di contabilità, la parte di consulenza scientifica da parte dell’università, ma anche la parte della comunicazione dei dati e dei risultati”.

Per l’aspetto specifico della comunicazione e diffusione dei dati ha illustrato il progetto il responsabile Dott. Giuliano Ghisu. “Stiamo puntando molto sulla comunicazione, usando tutti i mezzi a disposizione (sito internet, social network, pannelli espositivi, brochure informative) per informare i cittadini dell’evolversi del progetto. Vogliamo coinvolgere in modo massiccio le scuole, per puntare sull’educazione ambientale e sperare che le future generazioni siano più attente e rispettose del patrimonio ambientale”.

Il sindaco Paolo Dessì, salutando gli ospiti e il pubblico, si augura che “un giorno non si trovino più cestini per spazzatura sulle spiagge. Questo vorrà dire che non esisterà più il problema della pulizia, vorrà dire che la cultura sarà cambiata e l’ambiente trattato come fosse di ognuno di noi”.

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