La terra di Agropoli, porta del Cilento, e la storia di Viticoltori Cocozza attraverso un rosato davvero particolare e intrigante.
Frutto esclusivo del vitigno Monica, con una densità di 4000 piante per ettaro e una resa di 40 quintali, il Murru Monica di Sardegna Doc 2020 dei Garagisti di Sorgono nasce dalla fermentazione delle uve in solo acciaio e una sosta, sempre in inox, per dodici mesi.
Nella serata di lunedì 24 marzo alle 20:30 il Wip Burger & Pizza accoglierà a Nocera Inferiore l’enologo Ciro Verde ed i vini della sua storica cantina: Il Quarto Miglio.
La semplice narrazione di un vino attraverso chi lo produce: Pietro Vezzoso e il suo 1949 Primitivo Igt Campania.
Durante il convegno sul linguaggio del vino a Napoli ospiti di eccezione hanno condiviso la loro prospettiva sulle strategie di comunicazione.
Eredi di una tradizione secolare e sotto l’impulso del raggiungimento della doc nel 1993 per l’Asprinio, i cugini Corrado Benfidi e Leonardo Vanacore portano avanti un’attività vitivinicola pressoché ininterrotta fino ad oggi, con una cantina diffusa che abbraccia vigneti in diverse aree, tra cui una vigna storica ad alberata aversana, da cui provengono i loro cru, la corte familiare e le grotte di tufo, di superba bellezza, scavate a mano e che raggiungono una profondità di 15 metri.
l’Aglianicone è un vitigno che contiene in sé un patrimonio ampelografico importante, non soltanto per le sue variazioni clonali, ma anche per la capacità di mutare resa e quadro aromatico a seconda di dove venga coltivato. Il Quercus di Tenuta Macellaro è un valido esempio della sua elegante austerità.
La descrizione del Macchia Bianco della cantina Il Quarto Miglio, attraverso il territorio e una breve descrizione della storica cantina flegrea.
Identità Mediterranea, fondata da Gaetano Cataldo nel 2016 e già protagonista di prestigiose e quantomeno inedite iniziative, ha avuto l’onore di essere una parte attiva entro la fitta agenda di sua eccellenza Carlos Eugenio Garcia De Alba, ambasciatore del Messico in Italia dal 2019, durante la visita diplomatica, nelle tre giornate dal 2 a 4 febbraio, tra la provincia di Avellino e Benevento, presso locali amministrazioni, enti pubblici e cantine.
Con Walter Mastroberardino scompare l’ultimo dei grandi patriarchi del vino irpino, antesignano del wine marketing management. Aveva una profondissima conoscenza di tutto il panorama enologico nazionale ed internazionale.
Luoghi davvero incantevoli, come Pozzolengo costituiscono una terrazza esposta sul lago e una tra le zone vitivinicole più ampie e vocate del Lugana ed è qui che Emilio Bulgarini, precisamente nel 1930, inizia a vinificare le uve dei vigneti familiari per condividerlo tra parenti e amici, per poi effettuare il passaggio del testimone in favore del figlio Bruno, fautore dell’ampiamento produttivo e dell’impronta commerciale. Oggi al timone aziendale vi è Fausto Bulgarini, coadiuvato da sua moglie Virginia, al quale compete il merito di aver innovato e sostenuto la tradizione, aumentato le tipologie di vino e proiettato la cantina in un ambito internazionale, promuovendo inoltre esperienze di degustazione di grande prestigio.
Prodotta in 10 mila bottiglie il Frenesia Spumante Brut Falanghina del Sannio Doc 2023 di Rossovermiglio presenta le seguenti caratteristiche: veste giallo paglierino e riflessi verdolini, con bollicine numerose, persistenti e abbastanza puntiformi. Le note si schiudono con note floreali di camomilla e fieno, per spaziare ai riconoscimenti fruttati della mela champagne, dell’albicocca e della pera con un tocco finale mielato e che ricorda la radice di zenzero fresca.
Report, trasmissione di giornalismo di inchiesta condotta da Sigfrido Ranucci, si è occupata in tre puntate di vino. Il pezzo propone una panoramica generale dal giornalismo investigativo a quello di inchiesta, cercando di comprendere l’origine del dissapore e del dissenso verso la trasmissione quando si occupa di enologia e viticoltura.
Nel cuore della Toscana, a Barberino Val D’Elsa, si trova Oka Cucina, Vini e Caffè: Okada e Alessandro vi maritano cucine, ingredienti e culture. Saperi e Sapori felicemente coniugati nell’incontro tra Mediterraneo e Giappone.
Il Pithecusa Rosso celebra l’antico nome di Ischia, la gastronomia a base dei sapori di terra e la peculiarità di due vitigni storici campani a bacca rossa, il Piedirosso e l’Aglianico, mostrandone un volto inedito per le speciali condizioni pedoclimatiche e la marittimità.
La Locanda Nonna Rosa a Somma Vesuviana è un must per tutti gli amanti del baccalà e lo chef Vincenzo Nocerino è considerato tra i maggiori interpreti di questa eccellenza ittica.
Un po’ della storia di Prignano Cilento, raccontando Viticoltori De Conciliis e il Perella, uno tra i Fiano più espressivi del Cilento.
Un territorio, quello di Montemarano, una cantina, quella di Giovanni Molettieri, e un vino, il San Giovanni Taurasi, che omaggia questo borgo irpino e il suo patrono.
Il Fiano di Agricola Bellaria dopo 10 anni: territorio, caratteristiche e abbinamento.
Il Donna Lucrezia Campania Bianco Igt 2021 di Agribeeo ondeggia al calice nell’intensità di un colore dal giallo paglierino, vivo ed ammaliante, con archi abbastanza fitti e lacrime a lenta discesa, raccontando al sorso molto della mano che lo ha prodotto. Dalle origini del Catalanesca alla storia singolare di Vito Graniglia, uomo di mare e titolare di Agribeeo, azienda agricola biologica in quel di Somma Vesuviana.
Il Fiano del Cilento prodotto da Tenuta Massanova, le sue caratteristiche e l’abbinamento, tra storia dei luoghi e paesaggio.
La zona di Morrone della Monica, è l’area di origine delle uve di Pallagrello Bianco deputate alla produzione del Morrone di Vini Alois, situata ai piedi del Monte Friento: qui le vigne, impiantate nel 2005, allevate a Guyot e poste a 360 metri di altitudine, godono di un’esposizione Est-Ovest e di declivi dalle buone pendenze, oltre che di suoli dalla matrice prevalentemente argilloso-calcarea, per un totale di poco più di due ettari.
I vini prodotti da Nino Asta provengono anche dalle uve allevate nei tenimenti aziendali di Bosco Falconeria, una contrada di Partinico in provincia di Palermo: così Astavini si fa interprete di due aree in perfetta linea di continuità, grazie al clima mediterraneo dispensato da due golfi e alla geomorfologia dell’entroterra, realizzando così vini di grande sostenibilità e carattere, espressi in poche bottiglie ma dall’alto valore qualitativo. Qui le note di assaggio del Matri Igt Terre Siciliane del 2023.
Giunto alla IV edizione il Sake Days, che si celebra a Firenze ogni anno, viene realizzato dalla Scuola Italiana Sake e presenta un ampio ventaglio di attività e masterclass. Per un’intera settimana andrà in scena la cultura giapponese più autentica attraverso un viaggio ideale nel mondo del sake.
Pietro, Gianni e Francesco Daniele sono tre fratelli che, oltre a gestire la cantina Tredaniele, rappresentano dei veri e propri riferimenti per il territorio e degli ambasciatori della cultura cilentana, attraverso percorsi esperienziali e gastronomia: infatti dispongono anche di un atelier dei sapori tradizionali, incastonato in una villa settecentesca, dove i visitatori possono assaggiare pietanze tipiche in abbinamento ai vini. Qui l’assaggio di Corsole, un loro Fiano, con abbinamento
Antonella Amodio presenta Calici & Spicchi al Napò Sushi & Pizza a Teggiano il 7 agosto
La nuova El Dorado della gastronomia campana è indubbiamente il Piennolo, il famoso pomodorino pizzutello che viene tradizionalmente coltivato, come indicato nel disciplinare, nei diversi territori dei comuni vesuviani della provincia di Napoli.
Le Cantine Ciervo sono parte integrante del paesaggio e della vita, lentamente scandita ad un ritmo di altri tempi, di Dugenta e di altre aree limitrofe. Anche se l’anno di apertura ufficiale dell’azienda è il 2007, la famiglia Ciervo ha origini da generazioni di viticoltori e produttori locali: infatti era il 1864 quando il loro avo Nicola Ciervo acquistò una cospicua mole di terreni nella zona tra San Silvestro e Bosco Cupo in Sant’Agata dei Goti per piantare le viti, dando vita alla tradizione vitivinicola che possiamo apprezzare oggi.
Untold è al nastro di partenza e, nelle giornate del 22, 23 e 24 febbraio, si riuniranno le commissioni di assaggio, costituite da giurati provenienti da tutt’Italia, per attribuire alla cieca le valutazioni ai vini in rassegna. Il tour de force, visto un volume di 400 referenze di assaggi giornalieri, avrà luogo nella città di Salerno e, considerando si tratta pur sempre di una prima edizione, non è affatto male l’aver ricevuto l’adesione di circa 600 cantine da ogni regione
Arturo Erbaggio è nato a Napoli nel ’77 ed è cresciuto ad Afragola. Nel 1996 ottiene il diploma di maturità scientifica, laureandosi nel 2003 in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e successivamente in Viticoltura ed Enologia presso l’Università di Foggia nel 2009, conseguendo inoltre diversi corsi e abilitazioni professionali durante il corso della sua ultraventennale attività lavorativa. Per quanto da piccolo abbia odiato il lavoro in campagna, oggi la sua ammirevole carriera è tutta incentrata sulla forte passione per la viticoltura e l’enologia.
Il Coda Rara viene prodotto in un vigneto a Paternopoli, precisamente in contrada Graffuri, posto a 550 metri sul livello del mare. Si tratta di viti a piede franco dell’età di circa 120 anni, una ricchezza incredibile se si pensa alla presunta o pretesa età media degli impianti attuali, allevate a tendone su terreni di natura calcareo-argillosa, ricchi di sabbie e materiale piroclastico. La prevalenza delle uve impiegate vede naturalmente la Coda di Volpe Nera e una piccolissima quota di uve a bacca rossa della stessa area, per un totale di 150 piante in 2000 m². Dopo la vendemmia manuale, verso la fine di ottobre, le uve vengono diraspate e pigiate sofficemente, quindi macerate con fermentazione a temperatura controllata. Il vino che ne deriva affina in barriques di rovere francese di secondo passaggio per 8 mesi.
Nella frazione varnese di Novacella si trova la tenuta Pacher Hof, di millenaria memoria, con la cantina e il vinhotel, dedicato al relax e all’enoturismo. Andreas Huber, viticoltore e maestro cantiniere, è l’erede di Joseph Huber, il quale sposò Maria, una delle quattro figlie di Andreas Pacher, nel 1849, avviando così la viticultura e impiantando per primo la cultivar Kerner. Andreas Huber ha studiato presso la l’Istituto di Viticultura “Veitshöchheim” a Würzburg, ereditando evidentemente la passione per il vino dai suoi avi e gestendo una superficie di ben 8 ettari, tutti vitati con varietà a bacca bianca. Insomma, la storica cantina è un punto di riferimento dell’enologia bolzanese e, da sempre di proprietà familiare, costituisce un vero e proprio condensato di passione, talento e know-how tramandato di generazione in generazione.
Lo racconta il paesaggio della periferia dalle colline ondulate, colme di ulivi, e lo attesta pure il lavoro costante della famiglia Provenza: la città di Battipaglia, oltre che della mozzarella di bufala campana, è capitale dell’olio extravergine di oliva o, quantomeno, uno tra i più importanti distretti dell’olivicoltura del sud Italia. Qui raccontiamo il Rea, l’olio evo materico del Frantoio Torretta.