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Il tradimento amoroso

di Anna Cantagallo

Freud riteneva che in una relazione sentimentale adulta, i partner fossero surrogati inconsci dei genitori. Le persone si aspettano che il partner svolga il ruolo di genitore buono che non hanno mai avuto. In questo senso, il tradimento sarebbe per Freud la fantasia narcisistica di trovare un amore perfetto e duraturo, che compensi non solo tutte le delusioni dell’infanzia, ma anche quelle dell’adolescenza e dell’età adulta (quindi anche le imperfezioni inevitabili del partner).

 Secondo Carotenuto in Amare Tradire dentro di noi vive un bambino inerme pronto ad affidarsi incondizionatamente a chi gli sta accanto. La fiducia riposta, affidando tutto se stesso al genitore/ri , espone il bambino alla delusione del tradimento. Alla nascita di un altro fratello, ad esempio,  non esisterà più solo quel NOI così potente e protettivo. La reazione di chi si percepisce abbandonato può essere fortissima e viscerale, espressa con aggressività fisica o verbale verso l’intruso.

 Tali sentimenti, che gravitano intorno alla rottura del patto d’amore che formava il NOI primigenio, possono riecheggiare nell’adulto.

 I motivi che portano a un tradimento amoroso possono essere i più svariati. I più comuni sono l’insoddisfazione nella coppia (mentale, sessuale o entrambe le cose), la scarsa consapevolezza dei propri bisogni, la ricerca di novità o di un partner migliore, la spinta biologica che non si riesce a controllare.

Le probabilità di un tradimento si alzano quando chi tradisce ha tratti di personalità narcisistici, psicopatici, o in generale scarsa empatia; oppure quando ci si sente attaccati, disprezzati o respinti sessualmente dal partner.

Il tradimento è sempre in agguato se all’infatuazione amorosa che ha legato due persone, quella dominata dalla dopamina, non segue la fase successiva dell’attaccamento, condizionata dalle endorfine.  Il bisogno di ricercare ancora e ancora la sferzata ormonale, quella  che ha “drogato” il nostro cervello nell’infatuazione, è una delle spiegazioni biologiche dei tradimenti seriali.

Il tradimento amoroso, rispetto a quello ideologico o religioso dove sono coinvolte molte persone,  coinvolge almeno tre persone: il partner che tradisce, il partner tradito, l’amante (o gli amanti).

Ognuna delle figure coinvolte può sperimentare sentimenti intensi e contrastanti.

Iniziamo dalla persona tradita.

Per il partner che subisce, le emozioni e gli stati d’animo coinvolti possono essere molto intensi. Le persone tradite descrivono un senso di forte rabbia, sintomi traumatici come ansia, panico, insonnia, depressione, evitamento di luoghi, persone e situazioni.

Il tradimento viene percepito come un lutto.

Attorno alla bolla del nuovo NOI creatasi con l’innamoramento, c’è un’operosa azione di rimodellamento della propria vita insieme alla persona amata. Gli affetti, la vita quotidiana, il lavoro vengono riorganizzati tenendo conto di questo nuovo NOI, cercando di inglobarlo o iniziando a separare il vissuto del “ prima” con quello dell’oggi, nella speranza che sia anche quello del domani. Esiste una continua ricerca di punti d’incontro che sono irrinunciabili. Nella relazione si va a tentativi, per arrivare un equilibrio delicato che necessita di essere riparato e aggiustato di continuo. All’inizio di una relazione si crea un patto di fiducia con nuove regole che non sono scritte, non sono apertamente dichiarate, tranne quelle riguardanti la spinta all’unione. Di continuo ci si domanda “ Mi ami?”; “Quanto mi ami?” il cui sottotesto si potrebbe intrepretare come “Fino a che punto puoi rinunciare a quello che eri e alla tua vita precedente per me?”; “Ti ricordo che sono io a farti provare queste sensazioni sconvolgenti!” Il patto riguarda la fiducia, la lealtà e la fedeltà. La rottura del patto con il tradimento distrugge tutto quello che si era modificato della propria vita precedente in funzione del nuovo NOI.

Si perde la collocazione sociale che faceva dei due una coppia; si perde quello a cui si era rinunziato a favore del NOI e che si stenterà poi a ricostruire; si perde l’immagine, anzi l’idea della persona che si amava. Nella bolla che fino a un attimo prima del tradimento formava il NOI, “quell’altro” è morto; non esite più tranne che nei ricordi, amari perché continuamente rielaborati.

Il partner che tradisce.

Un tempo era più complesso scoprire se il partner avesse un’altra relazione. Con le nuove tecnologie si può svelare quasi facilmente l’esistenza di un amante segreto, oppure trovare tracce di una vita diversa e sconosciuta dell’altro. Cito come esempio il film Le fate ignoranti di Ozpeteck.

 Il tradimento diventa così il nodo disfunzionale del disagio nella coppia.

Il soggetto che tradisce la fiducia del partner spesso ha celato e tenuto per sé le insoddisfazioni del rapporto, evitando di instaurare un dialogo che chiarisse i punti di difficoltà, con la speranza di poter così preservare la coppia, la famiglia, l’immagine sociale, ottenendo invece solo l’effetto opposto.

Se il tradimento viene scoperto, il soggetto tradito sperimenta forti vissuti di angoscia e rabbia che cerca di placare richiedendo insistentemente informazioni su come si sono svolti i fatti, ricercando conferme sul fatto che ciò non accadrà più.

All’inizio del tradimento c’è, in chi tradisce, una sorta di regressione a schemi sentimentali tipici dell’età giovanile, dove l’amore è fatto di passione e di emozioni forti, di scariche ormonali appaganti, come nel film L’ultimo bacio. La relazione con un nuovo partner (più o meno duratura o occasionale) è desiderata in quanto non presenta i litigi, la quotidianità, le preoccupazioni tipiche di un rapporto che dura da diversi anni. Tuttavia, col tempo, può insorgere un forte stato di ansia dovuto alla difficoltà di conciliare tempi e luoghi da dedicare a due relazioni diverse.

Paradossalmente chi ha tradito può avvertire un senso di liberazione alla scoperta del suo tradimento. Tutti i tentativi di giustificazione come “Non ha significato nulla; non ricordo neanche il suo nome” contribuiscono solo a far aumentare l’angoscia e la rabbia della persona ferita. “Per un nulla hai buttato via gli anni vissuti insieme?”; “Dunque io valgo meno di quel nulla con cui mi hai dimenticato?”

Tutto questo si verifica perché, chi ha subito il tradimento, vive all’interno del paradosso di voler conoscere i dettagli del tradimento pur avendo perso la fiducia nell’altro, identificato ormai come un bugiardo.

Il tradimento rappresenta nella maggioranza dei casi, la conseguenza di un rapporto che non funzionava già da tempo. Spesso il tradimento è l’esito di un’intimità o un’affettività trascurata a favore della famiglia, del lavoro o di attività ludiche piuttosto che sulla coppia. L’incapacità di impegnarsi in interazioni efficaci per risolvere i problemi all’interno del rapporto lascia insoddisfatte molte necessità personali e relazionali, portando a una sempre maggiore frustrazione e a un bisogno di ricercare soluzioni al di fuori del rapporto stesso.

I fattori in grado di contribuire al tradimento sono diversi ed è difficile generalizzare. Dipende dalla storia della coppia, dalla loro capacità di risolvere i problemi, dalla fase della vita che si sta attraversando. Quando negli anni ’70, dopo la liberazione sessuale, si era iniziato a parlare di coppia aperta, alcuni lo avevano sperimentato consapevolmente, ma l’aver deciso in accordo di “tradire” non aveva allontanato il malessere del tradimento. Anche nel film Amore mio aiutami se ne parlava come una sperimentazione mal riuscita.

Nella dinamica che precede il tradimento non vanno sottovalutati soprattutto i cambiamenti o le transizioni personali di un certo spessore, come la nascita di un figlio, o un improvviso successo o un fallimento lavorativo. Anche l’impegno richiesto per un lavoro più prestigioso può destabilizzare la coppia al pari della morte di un genitore o di un’altra persona importante, come pure di una malattia grave in famiglia (o del coniuge). Non vanno dimenticate le difficoltà economiche, o la perdita del posto di lavoro, ecc. Durante queste transizioni si sperimenta un bisogno maggiore di supporto emotivo, fisico e/o sessuale. Si ri-catalogano i propri bisogni, scoprendo la mancanza di spazi personali, l’assenza di definizione di confini che preservano la coppia (influenze familiari esterne); si riflette sulla vita sessuale di coppia e sulla soddisfazione che ne deriva. L’amarezza si trasforma in un desidero di trovare le conferme su chi si è e su come si è visti al di fuori della coppia. Una relazione extraconiugale può sopperire a entrambi questi bisogni.

Dopo che il tradimento è avvenuto, un passo importante è la rivelazione dello stesso: può esserci una rivelazione spontanea da parte di chi ha tradito o, molto più frequente, l’amara scoperta da parte di chi è stato tradito. A differenza di quando la scoperta del tradimento è preceduta da sospetti e, di conseguenza, da una sorta di “preparazione” psicologica alla notizia, il disvelamento improvviso è accompagnato da una frantumazione della percezione del sé. In questo momento la comunicazione diventa estremamente difficile, l’altro viene percepito come un estraneo e la ferita è dovuta soprattutto alla sensazione che siano venute meno le premesse di base su cui si fonda una relazione.

 La bolla del NOI, ritenuta stabile e resistente agli urti della vita, mostra tutta la sua fragilità. Fluttua vicino alle altre bolle per trovare stabilità fino a che si incrina pericolosamente o scoppia.

Che significato assume l’amante all’interno di una dinamica di coppia? Qualsiasi sia la situazione specifica, l’amante va a occupare il ruolo di terzo nella coppia, un terzo (in)comodo che può avere la funzione di unire o dividere la coppia ufficiale, anche a seconda dello stadio evolutivo di quest’ultima. In ogni caso, distruggendone le premesse iniziali della fiducia e della condivisione che tenevano unita la coppia, segna una trasformazione della vita coniugale. Si può dire che l’amante, creando un caos nella relazione, potrebbe permettere nuovi slanci.

 Per chi tradisce, la conoscenza di un nuovo corpo e l’esperienza di nuove carezze possono essere tesori da portarsi dentro per il rinnovamento di sé o addirittura della coppia, a condizione che il tradito ne sia all’oscuro.

L’amante funge da inconsapevole “terapeuta” della coppia in crisi dando, paradossalmente, con la sua presenza nutrimento e nuova linfa. L’amante diventa il contenitore delle sofferenze emotive e il riequilibratore di vitalità.

Si può pensare che l’amante sia una persona che sceglie di vivere nell’ombra, accontentandosi di briciole di un amore che sceglie di vivere, consapevolmente o inconsapevolmente, come una meravigliosa esperienza a termine, ma ricca di felicità (?) e brio (?) in una realtà costante e parallela alla coppia ufficiale.

Considerare seriamente tutte le cose futili, e le cose serie con una sincera frivolezza,  questo è il messaggio di Oscar Wilde sul triangolo amoroso nella sua commedia teatrale di L’importanza di chiamarsi Ernesto.

Il terzo della coppia suscita le fantasie non solo del partner ma anche nella persona tradita, una volta scoperto il tradimento.

Le fasi dell’amante

Secondo lo psicologo americano David Carder, che parla di tradimento nel volume Anatomy of an affair, le fasi di una relazione extraconiugale possono essere quattro.

Crescente attrazione reciproca: l’inizio avviene il più delle volte in modo innocente, senza premeditazione (capita spesso sul posto di lavoro), con messaggi, sguardi e un desiderio sempre più vivido di stare vicini. L’attrazione inizia a crescere, anche se inizialmente viene negata.

Intrappolamento: che rimanda all’idea che, una volta scoccato l’attrazione tra i due, i loro sistemi si fondano tanto da non poterli più distinguere. 

In questa fase i due potenziali amanti cercano in tutti i modi di incontrarsi, di parlarsi anche se si gioca ancora sul piano verbale, con  parole rivolte a suscitare il desiderio reciproco. Questo è il punto di svolta a partire dal quale emozioni e aspettative si caricano di intensità.

Destabilizzazione del rapporto: una volta iniziate, queste relazioni “pericolose”, anche le più brevi, vengono saldate da un “rinforzo intermittente” fatto di periodi di allontanamento (con tentativi di interruzione della relazione e ripresa della normalità della coppia ufficiale, per rimorsi, sensi di colpa) e di intensificazione (con la ripresa della frequentazione nella ricerca di conforto, di accudimento, di percezione dell’essere desiderati, di assenza delle responsabilità, del piccolo mondo quasi perfetto che è stato creato). 

Le “tre fasi dell’amante” sopra descritte accomunano qualsiasi tipo di relazione. Ma la maggior parte delle relazioni clandestine hanno anche una quarta fase.

 Termine e risoluzione.

In base anche al tipo di relazione che si è stabilita, possono delinearsi infatti vari scenari. Nelle relazioni di una notte, o in quelle storie protratte in cui si è arrivati al momento di una scelta, può esserci la rottura e il ritorno alla relazione a due di base (con o senza svelamento del segreto).

Quando due amanti “non riescono a lasciarsi”, invece, la scelta risulta impossibile perché la triade è molto stabile (l’amante va a sopperire esattamente a quelle carenze specifiche della relazione ufficiale) e, come dice Giorgio Nardone in Amore e disamore: “La complementarietà diventa così strutturata che la rinuncia di una metterebbe in crisi l’altra relazione”. La soluzione è lasciare tutti (forse per una terza persona) o nessuno. 

Diversamente ancora, la relazione ufficiale può interrompersi a favore di quella satellite.

ANNA CANTAGALLO

medico, ha scritto numerose opere teatrali regolarmente rappresentate. Il romanzo Arazzo familiare (Castelvecchi, 2021), il primo della saga, ha ricevuto consenso di pubblico e di critica. Il sole tramonta a mezzogiorno, secondo romanzo della saga, (Castelvecchi 2022) ha vinto il primo premio ai concorsi Milano International 2021 e Iplac – Voci di Roma 2023. Il libro di ricette antiche Come cibo per l’anima (Redaction, 2023), collegato ai due primi romanzi, ha vinto il secondo premio al concorso Mario Soldati 2023, settore gastronomia. Kintsugi (Castelvecchi), il terzo della saga, è risultato fi nalista come inedito al concorso Giorgione 2023.

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